Lo Sport nel Comparto Difesa Sicurezza e Soccorso Pubblico: Atleti al servizio del Paese

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I Gruppi sportivi Militari e Forze armate


QUESTO ARTICOLO RIGUARDA TUTTO IL PERSONALE DEL COMPARTO

Vigili del FuocoVV. F.
corpo firestadele dello StatoC.F.S.
carabinieriC.C.
guardia di finanzaG.D.F.
Esercito italianoE.I.
Marina militareM.M.
Aeronautica militareA.M.
Polizia di StatoP.S.
Polizia PenitenziariaP.P.

Tra poche ore avrà inizio la grande avventura di “Milano Cortina 2026” il sipario si alzerà sui Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con una Grande Cerimonia di Apertura allo Stadio San Siro di Milano, da qui lo spunto per una riflessione sul legame tra sport e divisa.

Uno dei primi Corpi militari ad istituire una sezione dedicata agli sportivi di alto livello fondando anche un proprio centro sportivo è stato quello della Guardia di Finanza nel lontano 1921.

In particolare si ricorda il primo gruppo Sciatori fondato nel 1925, gruppo conosciuto come “ Le Fiamme Gialle di Predazzo”.

Negli anni a seguire altri gruppi sportivi all’interno delle Fiamme Gialle sono stati costituiti nei diversi sport, si ricordano a mero titolo esemplificativo e non esaustivo l’atletica leggera nel 1930, il canottaggio e canoa nel 1953 e 1954, il judo nel 1965, il nuoto nel 1982, scherma e pattinaggio negli anni 90 e agli albori degli anni 2000 si ricorda l’ingresso delle prime atlete.

Risalgono invece alla metà degli anni cinquanta del secolo scorso la costituzione degli altri Gruppi Sportivi Militari e dei Corpi sportivi Civili dello Stato, la cui fondazione ricordiamo in ordine cronologico:

1954 Polizia Di Stato ( Fiamme oro)

1960 Esercito Italiano

1964 Aeronautica Militare

1964 Arma dei Carabinieri

1983 Polizia Penitenziaria ( Fiamme azzurre)

1994 Marina Militare

2013 Vigili del Fuoco ( Fiamme Rosse)

Ma oggi è ancora necessario per un atleta far parte di un corpo armato o civile dello Stato?

E se si, come entrare a farne parte?

Il Concorso pubblico rappresenta la principale opportunità per un atleta di essere riconosciuto come sportivo professionista in quanto l’ordinamento sportivo italiano, attraverso le Federazioni, riconosce come professionisti solo gli atleti appartenenti alle seguenti discipline: calcio ( dalla prima alla terza serie maschile e la prima serie femminile), basket ( solo per la massima serie), ciclismo e golf.

Attraverso il concorso lo Stato garantisce agli atleti assunti la possibilità di allenarsi e di praticare attività di alto livello con l’obiettivo di far crescere la loro preparazione e di farli diventare dei campioni in quegli sport esclusi dalle Federazioni come professionisti, assicurando loro una volta terminata la carriera, la possibilità di continuare a lavorare all’interno del corpo sempre tramite concorso.

Per poter accedere al concorso pubblico bisogna essere in possesso di alcuni requisiti, tra cui i principali sono una specifica età anagrafica ( età minima 17 anni) e avere ottenuto risultati agonistici di livello nazionale certificati dal CONI o dalle Federazioni Sportive Nazionali ovvero, per le discipline sportive non federate o affiliate al CONI, dal Comitato Sportivo del Ministero che indice il concorso.

Oggi più che mai far conoscere ai giovani queste opportunità di carriera che uniscono la passione per lo sport all’indossare con orgoglio la divisa, appare indispensabile e ciò al fine di promuovere i valori dello sport nell’ottica preventiva e rieducativa rispetto a fenomeni di devianza, disagio giovanile, della prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Ed è proprio grazie al contributo di numerosi atleti campioni olimpici e paralimpici, delle Fiamme Azzurre, Fiamme Oro, Fiamme Gialle e Carabinieri, che possiamo riflettere su quanto sia importante lo sport per il benessere presente e futuro dei nostri giovani e delle loro famiglie e in generale per lo sviluppo delle relazioni sociali nella società.

Scriveteci su chessapensionimilitari@gmail.com.


Arezzo – 6 Febbraio 2026

Avv. Chiara Chessa – Avv. Eleonora Barbini

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