RISCATTO DEI SERVIZI EX ART 5 COMMA 3 DLGS 165/97

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riscattabilità dei servizi ex art 5 comma 3 dlgs 165/97


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guardia di finanzaG.D.F.
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Marina militareM.M.
Aeronautica militareA.M.
Polizia di StatoP.S.
Polizia PenitenziariaP.P.

Secondo la più recente e illuminata giurisprudenza, anche di secondo grado, il militare può rivendicare il diritto alla scelta dei periodi da ammettere a riscatto senza dover subire l’interpretazione restrittiva dell’Inps operata con la ormai nota circolare n. 119 del 18/12/2018.

A norma dell’art 5 comma 3 del dlgs 165/1997 “ Gli aumenti dei periodi di servizio nei limiti dei cinque anni massimi stabiliti, sono computabili, a titolo in parte oneroso, anche per periodi di servizio comunque prestato.”

A corollario della norma di cui sopra, deve leggersi l’art 7 comma 3 del predetto decreto legislativo il quale dispone: “ Gli aumenti dei periodi di servizio anche se eccedenti i cinque anni, maturati alla data di entrata in vigore del presente decreto, con percezione delle relative indennità, sono riconosciuti validi ai fini pensionistici e se, eccedenti i cinque anni, non sono ulteriormente aumentabili in aderenza a quanto previsto dall’art 5 comma 1.”

La ratio della disciplina è evidentemente quella di salvaguardare il diritto all’aumento dei periodi di servizio come ad esempio la supervalutazione del periodi di allievo delle scuole militari maturati entro e non oltre il 31.12.1997.

Ora secondo l’interpretazione della norma data dall’Inps con la circolare 119/2018 se il militare alla data di presentazione della domanda di riscatto ha già raggiunto il limite massimo di cinque anni di supervalutazione consentito dall’art 5 comma 1, la domanda deve essere respinta.

L’Ente previdenziale infatti non consente all’interessato di poter scegliere i periodi da ammettere a riscatto, se l’interessato al momento della domanda ha già maturato il quinquennio (spesso per effetto automatico ex lege) non può accampare alcun diritto alla supervalutazione di periodi anteriori già maturati ma non ancora riscattati.

Fortunatamente la giurisprudenza più recente delle varie sezioni territoriali della Corte dei Conti e la II e III Sezione Giurisdizionale di Appello, ritiene che per tali servizi occorre fare riferimento soltanto al verificarsi del presupposto della maggiorazione e non certamente alla data della domanda di riconoscimento dei periodi ai fini pensionistici.

Non solo, afferma un principio applicativo innovativo in base al quale deve riconoscersi il pieno riconoscimento dei periodi anteriori al 1998 con lo scomputo di quelli maturati successivamente a tale data e già valutati, in modo quindi da non superare il limite invalicabile previsto dal legislatore.

Va da sé che si aprono prospettive interessanti, soprattutto per chi, tramite la supervalutazione di 1/5 del periodo del corso allievi può accedere al sistema di calcolo retributivo della pensione.

Si consiglia pragmaticamente ai pensionati che ci seguono e che si trovino ad aver fatto domanda di riscatto respinta dall’Inps di contattarci per valutare ogni opportuna azione legale innanzi alla Corte dei Conti Competente.


Arezzo – 18 Marzo 2021

Avv. Chiara Chessa

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Doppio calcolo e indebito: quando l’INPS può procedere al recupero

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Doppio calcolo e indebito: quando INPS può procedere al recupero


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Il doppio calcolo

L’INPS, in attuazione dell’art. 1 comma 707 L. 190/2014, provvede al ricalcolo delle pensioni liquidate in favore di coloro che al 31.12.1995 avevano una anzianità di servizio pari o superiore a 18 anni e che siano stati posti in quiescenza a decorrere dal Gennaio 2012.

L’art. 1, comma 707, stabilisce che l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell’art. 24, comma 2, del D. L. 201/2011.

La finalità della norma è quella di evitare che i trattamenti pensionistici risultino superiori a quelli che sarebbero spettati in base al sistema previgente, cumulando i benefici del trattamento retributivo fino al 2011 con i contributi maturati a partire da Gennaio 2012.

In forza di tale norma l’INPS calcola la pensione sia con i criteri vigenti a partire dal 1° Gennaio 2012 (sistema retributivo fino al 31.12.2011+ quota contributiva per le anzianità di servizio dal 1.1.2012 alla data di congedo – “sistema pro-rata contributivo”) che con il sistema interamente retributivo, applicando la pensione di importo minore.


L’indebito accertato in sede di attribuzione
del trattamento di pensione definitiva

Per coloro che hanno avuto la liquidazione della pensione provvisoria sulla base del sistema “pro-rata contributivo” (retributivo fino al 31.12.2011 + quota contributiva per le anzianità di servizio dal 1.1.2012 alla data di congedo), l’INPS è tenuta a fare il doppio calcolo sopra descritto riliquidando la pensione nel minore importo (in tal senso Circ. INPS 71 del 10/04/2015).

In conseguenza di ciò, vari pensionati, a distanza di anni dalla data di quiescenza, si vedono riliquidare al ribasso la pensione e sono soggetti a recuperi dell’indebito pensionistico in sede di attribuzione del trattamento di pensione definitiva, con la richiesta di restituzione delle somme che sono state percepite in eccesso sulla base della pensione provvisoria.

Talvolta il meccanismo del doppio calcolo viene applicato dall’INPS al momento della liquidazione della pensione privilegiata con la conseguenza che le aspettative correlate a tale riconoscimento sono in parte deluse dagli effetti dell’applicazione dell’art. 1 comma 707 L. 190/2014.


Limiti entro cui l’INPS può procedere al recupero dell’indebito

Se la riliquidazione al ribasso della pensione in applicazione dell’art. 1 comma 707 della L. 190/2014 è legittima (purché esente da errori di calcolo che talvolta si verificano), può accadere che il recupero degli arretrati indebitamente versati al pensionato, avvenga oltre limiti temporali accettabili.

In tali circostanze, con una recente pronuncia, la giurisprudenza è arrivata a escludere la ripetibilità dell’indebito affermandone l’illegittimità, in ragione sia dell’assenza di dolo nel pensionato, sia dell’ingenerarsi di un legittimo affidamento correlato al lungo periodo di tempo trascorso dalla liquidazione della pensione provvisoria, senza che l’Istituto avesse provveduto medio-tempore alla comunicazione del nuovo trattamento spettante e al relativo recupero (nel caso esaminato dalla Corte la richiesta di restituzione dell’indebito era intervenuta dopo oltre 6 anni dalla liquidazione provvisoria della pensione).

Pertanto, in assenza di dolo del pensionato, quando il tempo intercorso tra la determina di pensione provvisoria (calcolata con sistema “pro-rata contributivo”) e la determina definitiva di pensione (adottata con l’applicazione del meccanismo del doppio calcolo), sia tale da far maturare il legittimo affidamento del pensionato nella stabilità del proprio trattamento di pensione, l’INPS non può procedere alla ripetizione dell’indebito.


Problemi segnalati dai nostri assistiti

Si sono rivolti al nostro studio vari pensionati che, all’esito dell’applicazione dell’art. 1 comma 707 L. 190/2014, hanno ricevuto raccomandata a/r dall’INPS con richiesta di restituzione di importi di entità variabili – dal migliaio di euro alle decine di migliaia di euro – e con la comunicazione che le somme indebitamente erogate in eccesso sarebbero state recuperate con trattenute mensili sulla pensione.

In altri casi il pensionato ha avuto contezza dell’applicazione del doppio calcolo solo con la determina di pensione privilegiata: in tale circostanza gli arretrati correlati all’indebito sono stati portati in compensazione con quanto dovuto a titolo di arretrati per la pensione privilegiata.

In entrambe le situazioni sopra descritte è opportuna una tempestiva disamina dell’operato dell’Ente: solo l’attento esame del caso concreto può consentire di verificare se sussistano i presupposti per resistere in sede giudiziale alla richiesta di restituzione dell’indebito pensionistico.

Coloro che sono andati in pensione dopo il 31.12.2011 con una anzianità di servizio al 31.12.1995 pari o superiore a 18 anni e nei confronti dei quali l’INPS ha avviato il recupero dell’indebito, con le modalità sopra descritte, possono contattare lo Studio Legale Associato C.B.C. per una qualificata assistenza e consulenza.


Arezzo – 17 Marzo 2021

Avv. Eleonora Barbini

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Come consultare il Sito e il suo archivio

Le esperienze vissute in questo primo quadriennio di vita nel mondo informatico e la necessità di rendere sempre più agevole l’accesso ai contenuti del Sito, il quale è e rimane con la sua struttura di “work in progress”, ci hanno spinto ad intraprendere un’operazione di restyling della veste grafica per rendere più semplice la sua consultazione.

Così abbiamo suddiviso per materia le Slides, caratterizzando ciascun argomento trattato con un’etichetta colorata, collocata in alto a sinistra dell’immagine.

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Confidando che lo sforzo intrapreso possa rappresentare un ulteriore passo verso la più agile consultazione del nostro sito, non ci rimane che augurare a tutti “proficua navigazione”.


Arezzo – 30 Gennaio 2021

La Direzione del Sito

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Effetti del Decreto Legge “Cura Italia” sui giudizi pensionistici
in corso davanti alla Corte dei Conti

Effetti del Decreto Legge "Cura Italia" sui giudizi pensionistici in corso davanti alla Corte dei Conti


Coronavirus e Giudizi pensionistici pendenti innanzi alla Corte dei Conti


Con il Decreto Legge del 17 Marzo 2020 n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 70 del 17-03-2020), sono state approntate misure con importanti riflessi sui giudizi pensionistici in corso innanzi alla Corte dei Conti.
 

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Le Nuove Frontiere della Pensionistica Militare
Problematiche – Iniziative – Contenzioso

Le Nuove Frontiere della Pensionistica Militare Problematiche – Iniziative - Contenzioso

Nell’ultimo decennio, plurimi interventi normativi del Legislatore, il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo e la recente abolizione definitiva del PA04, sostituito con decorrenza dal 1.4.2019 dallo “Estratto Contributivo” legato al nuovo sistema SIN2, hanno letteralmente rivoluzionato tutta la disciplina pensionistica del comparto Difesa e Sicurezza.

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PEREQUAZIONE-LA CEDU RESPINGE I RICORSI
Interessi economico-politici e diritto

PEREQUAZIONE-LA CEDU RESPINGE I RICORSI- Interessi economico-politici e diritto

Il 15 ottobre u.s. la raccomandata della Corte Europea, spedita il 5.10.2018, ci ha informato del respingimento di tutti i nostri ricorsi riuniti nella procedura “Ricorso n° 25131/18 Signorelli ed Altri c/o Italia”.
Della decisione abbiamo già dato notizia via Mail a tutti i nostri assistiti per cui non ci rimane, in questa sede, che articolare alcune considerazioni sull’esperienza giudiziaria vissuta, sulle ragioni dei suoi esiti negativi e sui riflessi futuri che la stessa potrà avere.
 

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